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L’alba del dio falco di Stefano Santarsiere

L’alba del dio falco di Stefano Santarsiere è un action thriller, un romanzo d’avventura in cui cospirazione, elemento soprannaturale, colpi di scena, investigazioni sono elementi che si fondono grazie ai personaggi caratterizzati e profondi. Inutile girarci intorno, sono sempre loro a fare la differenza. In una trama ben articolata (e montata) come questa dell’ultimo libro di Santarsiere pubblicato da AltreVoci Edizioni, il plus che riesce a rendere non solo avvincente ma anche credibile una storia così fuori dagli schemi è il fascino dei personaggi.
L’inizio del romanzo è alla Indiana Jones. Il lettore è subito catapultato, grazie al prologo, nel 1904 in un sito archeologico in Egitto. Si entra in contatto con l’atmosfera di reperti dai poteri unici che vengono trafugati. L’assaggio di un puzzle che sarà da ricomporre pagina dopo pagina. Siamo ai giorni nostri e una serie di inspiegabili suicidi coinvolgono personalità molto influenti del panorama internazionale. Apparentemente ciascuno potrebbe avere delle ragioni ma subito si capisce che qualcosa di pericoloso sta muovendo i fili. A Bologna conosciamo Charles Fort, che i lettori di Santarsiere già sanno chi sia, personaggio che ricorre nei suoi romanzi. Un profilo nuovo, diverso, da ciò che la letteratura di genere riserva per i giornalisti dei thriller e dei gialli. Charles Fort, infatti, nella vita non si occupa di generica attività, ma di notizie legati ai misteri in una testata che già dal nome dice tutto. La voce die dannati, chi non vorrebbe lavorare in una redazione così? Mentre torna a casa dopo avere ricevuto un premio si imbatte in una collaboratrice, Roberta, che non ha mai conosciuto di persona ma che aveva prodotto per il giornale degli interessanti servizi. È pallida, spaventata, con un segreto e una minaccia che la inseguono. Così Charles dopo ritrosia e diffidenza la ospita. Roberta che ha un passato turbolento da attivista no-Tav è inseguita da misteriosi killer dopo essersi imbattuta in un Easter Egg. Roberta è una gamer e ha scoperto un software nascosto all’interno di un gioco. Qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. La morte la insegue e così i due sono costretti a fuggire. Aldo Imbonati ispettore della Questura di Bologna (altro bellissimo personaggio) indagherà, in un crescendo di tensione e azione che non deluderà gli appassionati. Cosa lega un pugno di inspiegabili suicidi a un reperto egizio vecchio di seimila anni? Una domanda a cui rispondere solo in un modo, leggendo il romanzo. Ottimo libro per l’estate, per viaggiare basta sfogliare le pagine.

Romanzo SuperConsigliato

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