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Essere amica di un uomo

Essere amica di un uomo, ma veramente amica, senza sottintesi, malizie, rischi, quante volte ce lo siamo chieste. Tante. Da ragazzine spesso si sogna che un’amicizia diventi altro, intorno ai vent’anni capiamo che l’amicizia può essere la strada invece per non averlo mai, a trenta lo scetticismo è entrato in noi. A quaranta siamo quasi certe, tranne eccezioni, che è praticamente impossibile. Sia chiaro non è che per tutte sia lo stesso. Ho avuto diversi amici uomini, con i quali ho condiviso rapporti intensi, veri. Che sono durati nel tempo a quel livello di complice intimità? Pochi. L’amicizia con un uomo è diversa. Con una donna ti fa sentire a casa, è come parlare con un prolungamento di te stessa. Essere amica di un uomo è entrare in contatto con il pianeta alieno e stabilirci un dialogo. Sempre più profondo. Per questo è un’avventura.

L’uomo ti dà un punto di vista che spesso è utile, perché è concreto. Noi siamo capaci di parlare ore e ore dell’interpretazione di un singolo gesto che un uomo, non l’amico ma quello che ci interessa, ha avuto nei nostri confronti. Serate interminabili di disquisizioni sul termine e il ventaglio di possibilità che comporta. Lo stesso discorso con un amico uomo, si risolve in dieci minuti, con voi che piegate la testa come un cucciolo di fronte alla banale ma incontrovertibile verità che magari vi ha scandito sull’oggetto dell’interesse. Il punto di vista diverso, l’approccio, la sensibilità di ascoltare. Da questa panoramica voi penserete, bene, allora quale è il problema a essere amica di un uomo? Rispondo subito con tre parole. Attrazione, sesso, intimità. Se poi dovessi diventare sincera fino in fondo, direi altre tre parole: sesso, sesso, sesso. Vorrei leggere le statistiche. Togliamo di mezzo un dubbio, per amicizia intendo un rapporto vero e profondo. Non la conoscenza con i paletti. Dicevo delle statistiche. Oscar Wilde diceva che era impossibile essere amici, sul tema si sono espressi fiumi di scrittori, per non parlare degli psicologi. Io da adolescente ero convinta di sì. E ne avevo due di amici veri. Eravamo un po’ strambi nel mio gruppo, un po’ setta dei poeti estinti, attimo fuggente, un po’ combriccola da bar. Quell’età è così. Assoluta, anche negli affetti. Poi man mano che ti addentri nel magico mondo delle relazioni, l’affare si complica. Anche nell’amicizia.

La domanda vera, ma è possibile essere amica di un uomo senza che scatti l’attrazione fisica? Secondo me la legge dei grandi numeri dice di no, colpa o merito dei meccanismi che non sempre ma possono attivarsi quando, infrante le barriere, ci mostriamo l’un l’altra vulnerabili, entrando a contatto con quello che siamo. E quante volte è capito di dire, no il sesso no altrimenti si rovina l’amicizia? Un classico, ma già che l’abbiamo pensato, questa amicizia pura dove sta? C’è un aspetto ad alto tasso di romanticismo, pensare che da una bella amicizia nasca un grande amore. Avete presente il libro Un Giorno di David Nicholls? E’ stato tratto anche un film. Emma e Dexter, alla fine dell’università neanche si conoscono e passano una notte insieme. Non inizia una storia d’amore ma una grande e difficile amicizia, anche se si amano. Impiegheranno vent’anni a realizzarlo. Il tuo migliore amico che diventa il tuo compagno. Meraviglioso. Il più delle volte però finirete per non parlarvi più, altro che confetti, anzi, magari sarete costretti pure ad andare al suo matrimonio. In fin dei conti dipende da quanto ci piaccia affrontare i rischi.

Libro consigliato: Un giorno di David Nicholls

Musica: Se ti tagliassero a pezzetti di Fabrizio De André

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