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Le Nevi dell’Esilio – Lian Hearn

Promette Takeo che tornerà per farlo cantare ancora il pavimento, ma ora ci sono Le Nevi dell’esilio nel secondo libro della Saga degli Otori di Lian Hearn, pseudonimo della scrittrice Gillian Rubinstein. Un fantasy unico, una saga intensa, a volte crudele e struggente, pubblicata da Edizioni E/O. La scrittrice, volata da Londra all’Australia, abilissima conoscitrice del Giappone, dove ha viaggiato spesso, e della sua lingua, costruisce una storia destinata a restare indimenticabile. Il Giappone nel quale è ambientata la saga degli Otori è un Giappone fantastico, inventato, con un’ambientazione medievale. Ma è talmente descritto nei dettagli, in una perfetta coerenza narrativa interna, da essere verosimile in maniera sorprendente. Ci sono signori in guerra, clan, intrighi, regole, diplomazie, assassini, ambizioni, profezie, trame e tradimenti, poteri soprannaturali. E ci sono loro, Takeo e Kaede, due personaggi che sfidano pericoli per non dimenticarsi mai.

Le suggestioni della saga tornano nel secondo volume in maniera ancora più forte. Takeo, erede degli Otori, deve seguire la Tribù. La sua triplice natura, Otori, kikuta e occulto, si agita in Takeo che dovrà però andare con la Tribù, un ordine segreto, dotato di poteri che la Tribù utilizza con scopi malvagi. Takeo ha d’altronde, per natura e discendenza, alcune di quelle abilità, anzi le più speciali. Proprio alla ricerca di una unità nella molteplicità della sua natura, Takeo intraprenderà un viaggio in questo libro, reale e simbolico, che lo condurrà ad affrontare nuove e pericolose insidie. Intanto Kaede che porta in grembo il suo bambino, torna nella sua casa, nella sua terra. Quello che trova è un padre quasi pazzo e deluso, le sorelle, e un feudo in declino. Una straordinaria protagonista, Kaede, che vediamo crescere davanti ai nostri occhi e diventare una donna sempre più determinata a determinarsi. Le parti di Takeo in prima persona, quelle di Kaede in terza, Lian Hearn riesce in un’impresa quasi impossibile per uno scrittore fantasy: creare un secondo capitolo della saga più bello del primo. Allora oserò, spinta dalla magia di quei paesaggi: la Saga degli Otori è la più bella che io abbia letto negli ultimi anni, inclusa quella dell’Attraversaspecchi (sempre Edizioni E/O). Con Le Nevi dell’esilio ti accade esattamente quella cosa lì, che diceva il giovane Holden: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Ecco, mi è successo così.

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