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Una vita sottile – Chiara Gamberale

Autentico nello stile, leggero e profondo, Una vita sottile di Chiara Gamerale è un libro che ti resta dentro: una recensione senza veli come il romanzo della scrittrice. Il suo esordio. Se ci penso che ha cominciato così, mi viene davvero da pensare: meno male. Pochi giorni fa ragionavo con una mia amica sul fenomeno Gamberale. E’ uscito da poco il nuovo libro, L’isola dell’abbandono, l’ho comprato, lo leggerò. Dicevo che il problema con Chiara è che sai di non essere di fronte a Elizabeth Strout, ma ti prende, ti lega a sé. Mi sono interrogata sulle ragioni. Intanto come scrive. Fluida, efficace, cinematografica, scrive come farebbe la nostra voce fuoricampo. E quello è il vero motivo per il quale siamo con lei, che lei è noi. E’ la nostra vita, la racconta, ci fa piangere e ridere. Fatta questa necessaria premessa, vi spiego perché Una vita sottile in questa edizione di Feltrinelli è un regalo per noi stessi. Alla fine del libro ci sono delle lettere, all’inizio non capivo. Avevo saltato il titolo dell’appendice, scritto da voi, cioè dai lettori. Ed ecco lì pagine brevi disvelare la condivisione, il sentirsi quasi messi a nudo dall’autobiografia di Chiara Gamberale che parla del mostro nero che affrontato e si chiama anoressia.

Oggi la mia vita sottile è convinta di volersi dilatare per sentire addosso quanto più mondo possibile, e anche se fa male, basta che sia vero.

Avete presente quando il vento è un soffio impercettibile eppure sapete che c’è sulla pelle? L’anoressia in questo libro è così. E’ la presenza, senza la quale il libro non esisterebbe ma che nello stesso tempo non lo esaurisce. I rapporti di Chiara, le persone che danno colore alle fasi della sua giovane vita, sono le vibranti note di questo racconto per capitoli. Ognuno dedicato a nome, a una relazione. Dagli anni spensierati, al buio del dolore, Chiara si svela attraverso le persone che hanno fatto parte della sua vita. Amici, amori, incontri.

Un inizio troppo denso è rischioso per qualsiasi cosa, sia essa una relazione, una telefonata, un’intera esistenza, un film…

Così questa vita sottile è un luogo misterioso che appare inafferrabile. Il senso lo troviamo per quello che siamo insieme agli altri.

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